NICOLA

CHE COS' È LA PERSONA?

A proposito di cura ci sembra opportuno...

 

... riproporre la riflessione di don Nicola Bari sull’“oggetto” privilegiato della cura, vale a dire: la persona

Quando  parliamo di "persona" la  intendiamo  nella sua complessità e completezza.

Il concetto di persona è preciso e globale.

Facendo riferimento puramente alle cose più semplici, possiamo dire che quando si parla di "persona" la si intende nei  vari aspetti.

IL LIVELLO FISICO-BIOLOGICO

Uno è sicuramente quello fisico di tipo biologico.

Per esempio  se ti do un pizzico, uno schiaffo percepisci fisicamente il dolore, perchè le terminazioni nervose trasmettono al cervello l'impulso; è la vita biologica.

LA DIMENSIONE PSICO-FISICA

Ma la percezione dello schiaffo è solo una cosa fisica? 

No! C'è una dimensione che è diversa da quella biologica ed è quella psichica. Anche gli  animali hanno una dimensione psichica, a livello istintivo. Questi due primi livelli (fisico e psichico) riguardano sia gli animali che l'uomo.

LA CULTURA

C'è quindi la cultura, intesa come ambiente, che permette di avere la capacità di elaborare processi più complessi.

IL CONTESTO

Poi c'è il contesto fatto anche di relazioni, l'organizzazione delle persone, ovvero un'organizzazione che caratterizza  l'ambiente.

L'ETICA E LA MORALE

L' etica è l'insieme dei valori riconosciuti indipendentemente dalla fede.

La morale invece è legate alla fede. Un animale sceglierà in relazione all' istinto di sopravvivenza e non in base a ciò che è bene o male o in base ai valori.

LA COSCIENZA

La coscienza sta a significare la capacità di scegliere qual è la cosa buona o non buona.

Alla coscienza sono legati i valori ed anche l' etica e la morale.

LA CONSAPEVOLEZZA

Noi abbiamo una consapevolezza, un livello di consapevolezza che ci fa superare il livello istintivo, la capacità di sapere dove arriva il proprio limite: la coscienza.

Questa dimensione, ossia la dimensione della coscienza, è un livello superiore.

LA DIMENSIONE SPIRITUALE

C'è un'attività ancora più complessa che mette in moto altre risorse: l' arte, la fede, per esempio.

Si tratta  di una dimensione più complessa rappresentata dalla dimensione spirituale. 

L' arte e la fede sono collegate proprio a quella dimensione che noi chiamiamo spirituale. Nessun altro essere ce l'ha.  La persona realizza la propria esperienza  come persona quando mette in moto queste realtà più complesse. Fino a quando mangia, beve o dorme lo fanno anche gli animali. Arrabbiarsi  o  provare dei sentimenti o delle emozioni non è prerogativa solo delle persone, infatti lo fanno anche gli animali. Anche organizzarsi in società, in parte lo fanno anche gli animali.

I SISTEMI SOCIALI E LA REALIZZAZIONE DELLA PERSONA

Ma quando si parla di sistemi sociale più complessi allora ci si deve chiedere: dove c'è la realizzazione della persona in quanto persona?

Questo avviene quanto più i sistemi sono complessi a livello culturale, sociale, ideologico, a livello di coscienza o spirituale e si intrecciano tra loro.

I LIVELLI IN RELAZIONE

La persona è complessa  e in essa i livelli sono in relazione tra loro; quanto più una persona è completa tanto più i livelli si intrecciano tra loro. La natura umana è complessa, in ogni atto della persona umana, inevitabilmente, entrano in relazione i vari livelli e quanto più entrano in relazione più livelli tanto più si esprime la propria persona. Se non mettiamo in relazione questi livelli stiamo a un livello "basso", minimo  della persona. Più livelli la persona mette in gioco di sé, più ha una pienezza e più si realizza come persona.

PERCORSO CULTURALE

La persona è intesa nella sua interezza, nella sua complessità, nella sua globalità.

Allora un percorso per una persona non può essere solo di tipo culturale. Se una persona va in palestra e si dedica solo a questo, sviluppa solo i muscoli, invece,  per noi, la persona è tale quando si mettono in relazione e si sviluppano quanti più aspetti positivi. Ci sono persone che hanno sviluppato solo la parte "culturale" ma non quella psichica o altre dimensioni.

IL CONTESTO

La  globalità della persona va intesa  sia come totalità della persona stessa, sia come contesto.

Il contesto è importante: stiamo parlando di persona e di contesto in cui si sviluppa tutto questo.

 

AL CENTRO LA TENDA

La Tenda mette al centro la persona e questo perché la proposta del Centro è quella di essere una opportunità per tutti coloro che vogliono sviluppare se stessi in tutti questi aspetti.

SVILUPPARSI  MEDIANTE SISTEMI EDUCATIVI

La possibilità è di potersi sviluppare  mediante sistemi educativi. Chiaramente un sistema educativo o comunque una realtà può interessare anche solo un livello di persona.

Ad esempio se si fermasse al livello fisico sarebbe una realtà sportiva o, comunque, farebbe solo uno studio fisiologico o di cura.   È importante partire dalla persona e dal contesto per capire che proposta portare avanti.

AVERE UNA SPIRITUALITÀ

Spiritualità significa consapevolezza di qualcosa che esiste al di là della  persona.

IL VALORE

Un valore intanto è tale perché è uno ed è di riferimento per tutti. Il valore esiste ed è tale perché esiste a prescindere dalla persona.

Per esempio: l'onestà esiste a prescindere da me, esiste anche se io non ci sono. Non è legata a me, così come anche l'amicizia. Quindi richiama un'esistenza che va al di là della persona. Dare un riferimento come questo alla persona significa dare un riferimento diverso dalla persona stessa nel quale  essa si riconosce. Dall' idea che si mette alla base della persona si genera un tipo di

attività.

LA PROPOSTA DE LA TENDA

La proposta de La Tenda è questa, la si può condividere o non condividere. Quindi si potrebbe dire, per esempio, che secondo il proprio punto di vista la persona è fatta solo di un livello biologico o fisico. Noi non  abbiamo scelto questo. Noi non possiamo costringere le persone a scegliere ciò che noi vogliamo. Noi pensiamo che tutto l' agire vada così e che sia fondato su queste cose e c'è  chi non si ritrova in ciò. Perché si va da un' idea, da una filosofia, da un impianto psico- filosofico, in parte anche teorico, che si basa su queste cose e che  una persona può condividere o meno. Possiamo confrontarci o meno ma non possiamo cambiare le cose perché a partire da ciò parte tutto l' impianto educativo.

COSA SUCCEDE IN UNA REALTÀ COME LA TENDA?

Se la persona è questa ed ha potenzialità, punti deboli, punti di forza, cosa succede in una realtà, in un sistema organizzativo, come la Tenda?

In effetti  ci sono delle realtà sociologicamente leggibili, definibili, studiabili e che sono di tipo formale o istituzionalizzato. Se noi studiamo un sistema come quello animale, esso è leggibile, si può anche definire. Pensiamo, per esempio, al sistema costituito dall'ape regina e le operaie, oppure al istema di comunicazione tra le formiche, sistemi che possono essere anche capiti e studiati.

CI SONO REALTÀ DEFINIBILI

Quindi una realtà organizzata la possiamo definire nella sua forma,  per come si è istituzionalizzata e questo fa parte del processo di istituzionalizzazione di qualunque realtà. Ci sono realtà definibili, studiabili e in un certo senso anche migliorabili. Dal punto di vista delle organizzazioni strutturali ci sono organizzazioni formali o istituzionali.

L'ORGANIZZAZIONE ISTITUZIONALE

Quando si parla di organizzazione istituzionale?

Quando possiamo leggere o possiamo strutturare una organizzazione nei suoi sistemi comunicativi e di rapporti in maniera che siano abbastanza organizzati. Questo tipo di modalità è leggibile e definita. Ci sono organizzazioni che appartengono alla pubblica amministrazione come  l'ospedale stesso nelle quali è possibile leggere e definire le cose. Poi ci sono altri tipi di organizzazioni che sono per certi versi quelle "miste" e che si collocano dall' altro estremo di quelle di tipo istituzionale che sono di tipo informale e non istituzionalizzate. Queste realtà  non sono definibili, i ruoli a loro volta non sono definiti, così come i rapporti tra le persone anche se questi ultimi si strutturano e, nel tempo, potrebbero anche definirsi. Questo tipo di organizzazioni, pubblicamente non sono  istituzioni ne sono strutturate in maniera fissa.

ALTRE REALTÀ DI TIPO  INFORMALE

Una famiglia, per esempio,  è informale o formale? Nella famiglia c'è uno scambio di ruoli tra madre e padre o tra figlio e genitore, altrimenti non ci sarebbe un’evoluzione all' interno della stessa né un cambiamento di rapporti o ruoli.

Nella famiglia le cose cambiano. Diverso è se il figlio ha 3, 4 anni oppure ne ha 30, 40.

I rapporti nella famiglia cambiano, si evolvono, il figlio cresce e cambia il rapporto con i genitori, il figlio che in età anziana nel momento in cui il genitore ha bisogno di lui lo assiste  ci fa pensare  a un' inversione dei ruoli.

LA FAMIGLIA È UN'ISTITUZIONE

Nel rapporto genitore - figlio si ha addirittura un capovolgimento, anche se il figlio comunque rimane figlio. Da una lettura culturale cambiano i rapporti quindi dal punto di vista istituzionale la definizione è figlio, padre e madre. Per certi versi però la famiglia è di tipo informale e quindi potrebbe definirsi "mista", infatti, da una parte è istituzionalizzata (pensiamo ai ruoli) e dall' altra è informale per come uno si colloca all' interno e per il fatto che i ruoli non sono fissi. Quando parliamo di istituzionalizzazione i livelli e i ruoli esistono dappertutto. Infatti, anche nella famiglia quando si parla di madre e padre sono livelli che si riconoscono. Però ci sono anche delle evoluzioni all' interno, delle modalità di vivere gli stessi ruoli in modo diverso. Cosa che capita nella famiglia ma non nelle cose informali.

Nella famiglia, a differenza di un ufficio, non si può essere declassati né avere avanzamenti. La famiglia è un' istituzione che è definita da un' altra istituzione e in quanto tale è istituzionalizzata. È l'organizzazione sociale che ha scelto di definire la famiglia.

NELLA FAMIGLIA C'È UNA PARTE

FORMALE

Nella famiglia c'è una parte formale perché è un' istituzione e l'organizzazione sociale la riconosce come tale. Quindi ci sono organizzazioni di tipo formale, informale e alcune di tipo misto come la famiglia. Un gruppo di amici è di tipo informale. Tutte quelle che conosciamo -l'ospedale, la scuola ecc…- sono di tipo formale. Quando una realtà  interagisce in un contesto sociale ha bisogno di relazionarsi,  quindi di agire e, in quanto tale, ha una struttura formale. Il Papa per esempio è una figura istituzionale ma non è solo il capo della Chiesa, è anche una presenza di altro genere che è più di tipo informale. Anche la Chiesa è a metà, è "mista".

LE STRUTTURE POSSONO CAMBIARE COME LA PERSONA

La persona, infatti, ha una struttura (braccia, gambe, articolazioni), ha un corpo fisico che gli permette di entrare in relazione con gli altri, quindi la parte istituzionale della persona com'è strutturata è rappresentata dal corpo.  Ma la persona ha anche una parte psichica, e via via man mano che ci si allontana la struttura diventa più flessibile. Però la struttura serve a entrare in rapporto con gli altri quindi è finalizzata alle relazioni. Ci sono livelli di struttura leggibili a cui noi siamo abituati e, c'è anche una struttura psichica, meno definibile e meno leggibile rispetto al corpo.

LA  VITA È FATTA DI RELAZIONI

Noi siamo più abituati a leggere, o a studiare o a vedere una cellula e la sua costituzione. Essa, infatti, si compone di: nucleo, parete cellulare, mitocondri, ed ha questo tipo di struttura. La vita della cellula è, invece, fatta di parti in relazione tra loro per cui la parete cellulare serve a far passare le sostanze da una parte all' altra. La  vita è fatta di relazioni. Quindi la struttura fisica in un contesto è come se fossero le parti della cellula.  Quindi anche la chiesa ha un suo corpo, una sua organizzazione e dal punto di vista sociale può essere letta in un determinato modo, però all'interno di essa c'è tutta un'altra parte che è informale ed è bene che sia così.

ALTRE STRUTTURE  DI TIPO

 FORMALE

Per esempio, l'esercito, la scuola sono tutte realtà formali che hanno un loro compito definito, nascono con tale compito.  Quelle di tipo informale non hanno un compito definito, non nascono per un servizio o un compito. Gli amici che stanno insieme, per esempio, non assolvono nessun compito. Nel momento in cui un gruppo di amici fa una società per produrre scarpe quel gruppo di amici si istituzionalizza. Quindi le realtà informali non basano la loro esistenza su un compito definito ma la basano su una proposta.

Quindi in un gruppo di amici uno sceglie di starci perché condivide con gli altri il modo di pensare, di agire, scegli di starci e viene accettato perché a sua volta condivide quelle cose  e accetta quella proposta.

UN MOVIMENTO:

COME INQUADRARLO?

Dovrebbe essere una proposta informale.

La Tenda ha una parte di tipo formale, infatti c'è il rapporto con gli altri perché fino a quando un gruppo deve interagire solo tra le persone allora non ha bisogno di una struttura ma quando deve interagire anche con altri (per esempio, si deve fare una cooperativa di case o aiutare gli altri), bisogna avere un'identità come gruppo e quindi si costruisce una struttura.

"LA TENDA" HA UNA PARTE

STRUTTURALE

La Tenda, quindi, ha una parte strutturale che permette di interagire con l'esterno. Formalmente è un' associazione, ha uno statuto, formalmente c'è un consiglio di amministrazione c'è un presidente ecc …  però tutto questo non traduce quella che è poi la parte informale.

La parte informale è legata più alla proposta. Le proposte non sono tangibili alla differenza della parte formale.

Diciamo che è di tipo misto.

Oggi la famiglia è entrata in crisi per cui la proposta della famiglia non è più chiara. Tutte le istituzioni, la scuola, lo Stato stesso entrano in crisi perché i riferimenti sono caduti, si fa fatica a leggerle. Tutto ciò perché queste strutture nascono su dei principi che  sono caduti oggi e non sono più validi mettendo in crisi anche l'esistenza della struttura stessa.

PER LA TENDA  C'È UNA DOPPIA

MISSION

La Tenda è di tipo misto e, proprio perché è in crisi tutto il resto,  la proposta ha anche una mission importante.

In realtà per La Tenda  c'è una doppia mission: una missione dichiarata per la parte strutturale e  istituzionale e c'è una mission più grande che è la proposta.

Diciamo che ci sono due livelli come per altre organizzazioni simili a La Tenda e che si collocano a livello intermedio.

CRITERI E REALTÀ

Esistono dei criteri scientifici che appartengono alle realtà informali per cui noi non possiamo utilizzare i criteri che si utilizzano per le realtà formali.

Piuttosto, è importante capire i criteri propri di ciascuna cosa. Quindi anche rispetto alla definizione di questo tipo di realtà diciamo che  esce fuori da questi schemi.

LA TENDA: STRUTTURA FORMALE E MISSION INFORMALE

Noi siamo una realtà complessa e siamo una realtà informale; siamo tra le istituzioni informali e anche noi abbiamo scelto di essere così perché ciò ci permette di essere una realtà più rispondente come mentalità rispetto alle persone, al sociale,  all'ambiente e  alla mission. La scelta fatta da noi è che non si può avere una struttura formale e rispondere alla  mission di quella informale .

Allora se per l'esterno La Tenda è la comunità che cura i tossicodipendenti, viene  definita  la struttura ma non la mission.

UNA REALTÀ CHE FA  LEVA SU  UNA PROPOSTA

Se  la Tenda vuole portare avanti la propria mission può essere come una realtà strutturata ma deve essere una realtà che fa  leva su  una proposta.

Gli ambiti formali sorgono in relazione ad un compito e quindi ci sono: gli alunni a scuola, l'ammalato   in ospedale, l'impiegato sul comune, e questa utenza deve avere una struttura fisica (scuola, ospedale…).

IL PERSONALE IN FUNZIONE DELL' UTENZA

Quindi in funzione dell' utenza si farà il personale con competenze e ruoli.

L'ospedale per gli ammalati chi lo commissiona? Lo Stato, quindi c'è un cliente che ha commissionato in base all'utenza. Cosa succede  in questo tipo di organizzazioni se l'utenza cambia o diminuisce? Se per esempio nelle scuole cala il numero degli iscritti l'insegnante cosa fa? Cerca di fare il possibile per non far chiudere le scuole.

L'EFFETTO PARADOSSO

Quindi il personale non vive più in funzione dell' utenza ma pensa a rafforzare  l' utenza. Il cliente, il personale penserà ad un rafforzamento dell'utenza per cui se non c'è l'ammalato bisogna creare l' ammalato; se non c'è l'alunno bisogna inventarlo perché altrimenti tutto l' apparato tutto il sistema va in crisi. Allora questo sistema di organizzazioni tende a rafforzare proprio l'utenza per continuare il servizio. Nel caso del disagio e della tossicodipendenza le strutture che sono impiantate in questo modo tenderanno a creare la tossicodipendenza anche quando non ce ne sarà bisogno, e un sistema strutturato in questo modo  invece di prevenire la tossicodipendenza la favorirà.

I SISTEMI DI OGGI

I sistemi di oggi, strutturati allo stesso modo dello Stato tendono ormai a produrre tutto questo. Allora da una parte parlano solo della salute, di prevenzione della salute e di cura, dall'altra parte c'è una creazione di ammalati come per la tossicodipendenza.

L'UOMO

È riconoscibile su più livelli:

fisico-biologico

psichico

socio-culturale

coscienza

spiritualità

INTERDIPENDENZA DEI LIVELLI

Ognuno di questi livelli   è fondamentale, ma insufficiente,  singolarmente preso, a restituire una completa definizione di uomo.

Ciascuno di essi va  invece considerato in relazione con gli altri in un rapporto di necessaria, reciproca complementarietà.  

IL BISOGNO DI INTEGRAZIONE

Ovviamente questa  idea di Uomo comprende non solo quanti si trovano in condizioni di particolare  disagio, bensì tutti coloro che riconoscono nel processo in continuo divenire, nella tensione verso una sempre maggiore integrazione, un bisogno irrinunciabile.