LE PAROLE DELL'ARTE

L'ESPRESSIONISMO

L'espressionismo tendeva a rifiutare una concezione diffusa ...

 

... dell'arte intesa come produzione di opere d'arte piacevoli alla  vista e spostava l'occhio, sia dell'artista che del fruitore, sull'interiorità dell'uomo, senza aver alcun problema a  rappresentare anche gli aspetti sgradevoli che ne fanno parte.

 

"Tradizionalmente si fa risalire l'origine del nome al  commerciante d'arte Paul Cassier che, contrapponendo le opere  di Edvard Munch a quelle dell'Impressionismo, definiva le prime "espressioniste". Ma forse alla formazione del concetto ha  contribuito anche l'affermazione di Lovis Corinth che nel 1911, in  occasione della "XXII Mostra della Secessione", riguardo alle  opere di cubisti e fauvisti francesi aveva utilizzato il termine  "espressionisti". L'espressionismo è un movimento che raggruppa una serie di esperienze artistiche diverse, ma caratterizzate dall'aspirazione "alla trascrizione in chiave psicologica delle impressioni vissute. Per molti degli artisti in  questione, l'espressionismo costituì una fase della loro  evoluzione. Vassilij Kandinskij ne costituisce un esempio: la sua  fase espressionista durerà fino al 1912 per poi condurlo alla  pittura astratta.

Nonostante la complessità dell'espressionismo, i critici  concordano nell'inquadramento cronologico del fenomeno tra il 1905 e il 1920, con inizio nell'anno in cui nacquero due gruppi  espressionisti in Germania e in Francia. 

Il 7 giugno 1905 quattro studenti della facoltà di architettura di  Dresda, E. L. Kirchner, E. Heckel, F. Bleyle e K. Schmitt-Rottluff,  fondarono il gruppo Die Brücke  (termine che in italiano significa  "Ponte"). Non si sa se la scelta del nome del gruppo fosse ispirata ai numerosi ponti di Dresda o se  avesse considerato il ponte dal  punto di vista metaforico, cioè  come un collegamento dell'arte  verso nuove sponde. Nel 1906 Kirchner aveva inciso il testo del  programma del gruppo sul legno. Il  testo era costituito solo da due  frasi: "Confidando nel progresso, in una generazione capace di  creare ma anche di godere, convochiamo tutta la gioventù, che  in quanto gioventù è portatrice del futuro, rivendichiamo di fronte alle vecchie forze costituite la libertà di agire e di vivere. È con noi chiunque direttamente e genuinamente sappia esprimere quell'impulso che lo spinge a creare".

Sempre in Germania nel  1911 venne fondato da Kandinskij e F. Marc un altro gruppo  espressionista: il Blaue Reiter ("Cavaliere azzurro"). In Francia nacque invece il fauvismo  dal francese fauve che  significa belva. Gli artisti che appartenevano a questo  movimento scelsero tale nome perché meglio esprimeva la loro  caratteristica di usare il colore in modo selvaggio. I fauves  ebbero la propria prima mostra collettiva al Salon d'Automne a  Parigi nel 1905, ma non costituirono mai un vero e proprio  gruppo: erano artisti che condividevano la stessa poetica. Tra gli  artisti riuniti in questa mostra: Henri Matisse, André Derain e  Maurice Valmininck.  

 Anzi, l'espressionismo dava principalmente forma a questi  aspetti "brutti" dell'animo umano esagerandoli. Per far ciò  ricorreva alla deformazione, all'uso forte dei colori e di linee  dure.  Attraverso questo linguaggio, l'espressionismo voleva  sottolineare l'impossibilità di scindere il lato oggettivo di  un'esperienza da quello soggettivo: non esiste un approccio  unico e oggettivo alla realtà. Nella fase di realizzazione di un'opera l'artista rappresenta un personale approccio al mondo  reale e stimola il fruitore ad abbandonare la pretesa rassicurante  di trovare la verità e a  trovare il suo personale punto di vista.