DAL TERRITORIO

NATI DAL CUORE

di Maria Luisa Giannattasio

1° dicembre 2017, Ristorante Modo, Salerno.

Un incontro per quanti credono nel" diritto dei bambini ad essere figli" - Ai.Bi.Amici dei Bambini.

Cibo, musica e solidarietà, in favore del progetto Family Home Campania, sostenuto dalla Campolongo Hospital Rari Nantes-Salerno.

Il salone pieno, l'atmosfera piacevole e lieta. In molti hanno partecipato a quella che è stata definita, con doppio senso quantomai appropriato, La cena che fa bene. Una serata organizzata con finalità benefica dalla sede di Salerno dell'Associazione Ai.Bi. Amici dei Bambini, a 10 anni dalla sua nascita, e seguita il giorno dopo, presso la Colonia S.Giuseppe, dal Convegno Diocesano sull'Infanzia abbandonata.

Le piantine decorative sui grandi tavoli avevano, al posto dei fiori, sagome brillanti di un bambino, una bambina ed un cuore. La festa è stata infatti dedicata ai bambini da amare. Del resto, dicembre è il mese della Nascita del Bambino che viene per essere accolto.

Per i commensali, oltre alle gustose pietanze, la possibilità di socializzare in nome di un'idea condivisa, e poi l'ascolto di buona musica, quella del Peperoncino Jazz Festival Quintet e la voce di Elisa Brown. Tra un' esibizione e l'altra, interventi e testimonianze contrassegnate da autentici slanci del cuore. Primo tra tutti, quello del Presidente nazionale dell'Associazione, Marco Griffini.

Tutte voci che ci riscaldano il cuore, che parlano sia alla nostra emotività che alla nostra ragione. “Finchè ci sarà anche un solo bambino abbandonato, l’Ai.Bi continuerà ad esistere”...

Intanto, tutt'attorno, il vociare leggero dei bambini presenti, i loro movimenti fatti di libertà e sorrisi, la loro spontaneità che diventa un valore aggiunto per i presenti.

Il loro girotondo festoso è una prova di serenità. I loro visi simpatici e tenerissimi compongono un mosaico di lineamenti e di colori. Sono figli arrivati- è evidente- anche da molto lontano, e da lontano sono venuti a portare ricchezza, gioiosa pluralità nelle loro nuove famiglie, dove talvolta hanno trovato ad attenderli non solo due genitori, ma altri fratelli.

Dicevamo: arrivati da lontano. Ma, non è proprio a traguardi lontani che noi siamo capaci di giungere, quando inseguiamo i nostri sogni più belli, quando siamo sospinti da una forza che non è solo nostra, ma nasce -crediamo- da qualcosa di più grande?

I figli adottivi -è stato detto-  sono quelli che nascono non dalla pancia, ma dal cuore. Nascono -possiamo aggiungere- da una sorta di tenacia dell'anima che ci convince a sfidare la sorte, il naturale corso degli eventi, in nome di una scelta di accoglienza e di apertura alla vita. Nascono dalla mente di chi ha fiducia nel valore della famiglia, questo primo e ultimo presidio di umanità che è alla base del nostro essere, e dalla scelta di proteggere creature già nate, di prendersene cura.

I bambini adottati sono -per dirla con Gibran-  "i figli e le figlie della vita stessa", che cercano due genitori, e non viceversa… E' così forse che dobbiamo vederla! Con loro accanto, un uomo e una donna possono nascere a un ruolo diverso. Certo, occorre anche a volte una guida, che sia psicologica o, ancor più, spirituale, per accompagnare la loro fiducia nell'umanità e nella vita.Ma questo è giusto che sia, per chiunque abbia aderito al difficile compito di educare.

Un noto sociologo, Pierpaolo Donati, in un suo recente libro, ha sottolineato il significato ancora attualissimo della famiglia come nucleo vitale del vivere umano e civile. La famiglia, sostiene Donati, nonostante i mutamenti storici e quelli tuttora in corso, rimane una "istituzione del futuro", in quanto possiede un "genoma" proprio, che non è di natura biologica bensì sociale.

Allora, è forse proprio in questo senso che possiamo leggere l'importanza della scelta di diventare genitori adottivi: passare da una responsabilità dovuta a una responsabilità voluta, testimoniando un impegno non facile certo - questo tocca dirlo-  ma dettato dall'interiore certezza che sia giusto garantire a ogni essere umano un armonioso contesto di appartenenza, e che sia bello vivere nella reciprocità dell'amore donato.

Come ci auguriamo per tutti i bambini del mondo.